Il Natale di Montella e Thiago Motta

Certo, il titolo è provocatorio e solitamente difendo a spada tratta la categoria degli allenatori, specialmente quando vengono esonerati. Avendo vissuto di persona – naturalmente a livello amatoriale – un esonero, capisco esattamente come si stanno sentendo Vincenzino e Thiago Motta in questo momento. Il buon Montella tra l’altro è abbastanza abituato a questo tipo di sensazione. Continua a leggere

Caos Milan – un cambio di allenatore senza senso

In qualità di allenatore di calcio amatoriale – ma pur sempre allenatore – difendo quasi sempre a spada tratta la categoria. Il cambio di allenatore, si sa, è il modo più semplice e veloce di responsabilizzare i giocatori e nel breve termine ha spesso un effetto positivo. Pur essendo un perfetto signor nessuno, sono comunque un appassionato di calcio e mi permetto di dire la mia sul recente cambio di allenatore in casa rossonera. Continua a leggere

Delio Onnis, il sardo che conquistò la Francia

Delio Onnis non è un conquistatore, un imperatore e tantomeno un esploratore. Infatti il viaggio per raggiungere la Francia partendo dall’Italia lo compì passando per l’Argentina; non proprio “di strada”.

Onnis di professione fa il calciatore, anzi faceva il calciatore. Sì perché quest’anno ha compiuto 70 anni ed incredibilmente si sa e si legge poco di questo personaggio che ha lasciato un segno indelebile negli almanacchi del calcio. Continua a leggere

Sergio Ramos, il karma punisce subito

È ancora stampato nella fresca memoria di tutti il cucchiaio che Sergio Ramos ha rifilato al “suo” Siviglia nella partita di Coppa del Re la sera del 12 gennaio 2017 che ha praticamente sancito l’eliminazione degli andalusi dalla coppa a scapito del ben più quotato Real Madrid.

Real Madrid di cui tra l’altro Sergio Ramos è diventato il capitano da quando Iker Casillas ha lasciato i blancos per accasarsi al Porto. Continua a leggere

Prandelli – Valencia; destini paralleli

I destini di Claudio Cesare Prandelli e del Valencia Club de Futbol corrono come se fossero sui binari di un treno; è quasi impossibile che si incrocino, e quando lo fanno si separano immediatamente come su uno scambio ferroviario e riprendono a correre indipendenti e paralleli.

I destini attuali di Prandelli e Valencia sono destinati a finire in un binario morto; eppure qualche anno fa, seppur in momenti diversi, questi binari non portavano ad una via senza uscita, bensì verso le più alte vette del calcio europeo. Continua a leggere